Cammino per strada, di un giorno qualsiasi, di un'ora qualsiasi... vedo vicino a una bottega una sedia, mi siedo senza farmi troppe domande. Il tipo seduto accanto mi guarda, gli faccio segno se la sedia è per me, sorride, mi godo la pace... Poco dopo ritorno al presente, il ragazzo fa il calzolaio, un tavolino vissuto, due piccoli attrezzi e qualche scarpa rotta a richiamare la sua attivita... Per un attimo sparisco di nuovo, la mia mente vola subito su quell'attrezzo utilizzato per aggiustare le scarpe che grazie alle raccolte di materiale e ai volontari che aiutano l'associazione Mamma Africa, è ora qui, venuto col container che tutti gli anni grazie agli associati, trasporta materiale che puo' servire ad aiutare popolazioni Senegalesi e piu precisamente nel sud del Senegal, in Casamance... Mi volto verso di lui, gli dico che se viene al villaggio dove abito, ho giusto un buon attrezzo per il suo lavoro, mi sorride e mi dice ok per il pomeriggio, lo saluto, riprendo il cammino in pace con me, in pace col mondo...

Il giorno dopo ripasso per quella strada, rivedo il calzolaio che mi riconosce, gli faccio segno quando verra a prendere l'attrezzo e mi dice al pomeriggio, ok, ti aspetto gli rispondo e tornando al villaggio mi chiedo quale imprevisto possa aver avuto per non essere venuto ieri a prendere quel ferro che gli puo cambiare la vita, il pensiero sfuma pian piano e riprendo il presente...

Sorrido con me stesso pensando che ancora il calzolaio non è venuto... mi chiedo che mai sia successo ancora ma un'idea si fa strada, avra capito cosa ho da dargli? e avra capito che è gratis e nulla deve pagare? Domani tornero su quella strada...

Di nuovo in quel tempo dove ripassando sembra esattamente non essermene mai andato, tutto uguale come se il tempo fosse solo una parola inventata... rivedo il calzolaio, ormai mi saluta come un'amico di vecchia data e nel frattempo mi dice ok, nel pomeriggio, come se facesse parte del saluto, sorrido e mi rendo conto, non capisce una parola di francese... Mi guardo intorno e vedo uno che mi fissa, gli chiedo se capisce il francese e mi conferma il si rispondendo a qualche mia domanda, gli spiego per il ferro da lavoro e che aspetto il calzolaio a prenderlo e che non deve pagare niente, è giusto un aiuto per la sua attivita, il tipo gli traduce tutto in uolof, la sua lingua, il calzolaio di nuovo sorride ma stavolta il sorriso è ben diverso, mi conferma che ha capito, e io contento ritorno al villaggio sperando stavolta di farcela...

e cosi decido di portaglelo io visto che ancora non si è fatto vedere, del resto sono piu che sicuro che qualcosa è successo come sono sicuro che questo attrezzo gli puo' davvero servire... Arrivo di nuovo su quella strada, lui non mi vede e cosi riesco a nascondere l'attrezzo sotto la sedia, prima voglio capire... Per caso ripassa lo stesso tipo che aveva tradotto per me, lo chiamo e gli chiedo segnando l'amico come mai ancora non è venuto, gli traduce il tutto e vedo che la risposta è diretta e precisa, ma sul viso lineamenti di rammarico, e infatti ieri non è venuto perchè non sapeva il mio nome e non voleva lasciare il suo lavoro senza essere sicuro di venire per qualcosa...  ero certo ci fosse quel che a volte incomprensibile, a volte cosi piccolo a volte cosi grande ma pur sempre un motivo per chi lo vive... a quel punto ho messo sul tavolo il ferro e da li è stato un continuo e ripetitivo grazie pur sentendo in ogni volta un grazie diverso, il viso quasi si vergognava a guardarmi negli occhi, tutto intorno la solita energia, la solita mia che tutto dice a chi sa capire e sazia chi di questo si nutre....

 

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