In Senegal la vita comincia presto ad insegnare cio che va fatto. La cultura millenaria ti insegna fin da piccolo il tuo "dovere" e cosi ecco che dai 2 anni, nel periodo dove le scuole sono chiuse e la stagione delle piogge fa il suo corso, si comincia ad andare con i ragazzi piu' grandi nei campi a controllare le mucche al pascolo. Questo "lavoro" è molto importante perchè fa si che, le bestie, libere durante il giorno non vadano a mangiare il riso piantato nella stagione delle piogge. Durante tutta la giornata si rimane fuori casa e questo dall'alba al tramonto che ci sia sole o che piova. Si mangia, si lavora, si riposa e si controlla che tutto proceda bene. I piu grandi si prendono cura dei piu piccoli e tutto diventa un insegnamento per la vita nel proprio villaggio, nalla propria africa.

Dopo i 15 anni fino ai 20 il proprio dovere non è piu seguire le mucche ma imparare a coltivare la terra per piantare il riso, cosa che avviene gradualmente arrivando cosi a essere buoni coltivatori. Dopo i ventanni si puo scegliere se continuare il lavoro nei campi oppure lavorere facendo un altro mestiere che con un po di "fortuna"si puo aver trovato ma anche imparato. I ventanni sono anche il momento in cui ci si puo sposare o comunque cominciare a pensare decidendo cosi di fare anche la propria famiglia.  Tutto questo è scandito dal tempo che a ogni periodo della vita da il suo fare, si pesca, si caccia ma ognuno ha il suo compito ben diviso da uomo e donna, si, perchè le femmine dai zero ai dieci anni stanno con la mamma o i parenti piu stretti dove imparano oltre che le cose della casa, per un giorno essere in grado di seguire la propria famiglia, anche la semina nei campi di riso. Anche  l'orto generalmente è tutto a carico delle donne. la pesca è divisa a secondo dell'atrezzo che si usa e al posto dove si pesca oltre che al tipo di pesce, insomma ognuno ha il proprio compito e le parti sono ben divise quasi a non volersi mescolare creando trambusto in regole ormai ben radicate nella cultura Africana e in questo caso Senegalese...

Andare a pescare, come coltivare la terra, non è esattamente un lavoro, ovvero è un lavoro ma qui lo si vive come un'insieme di tutto che suddiviso da tante cose, lavorare la terra, badare alle muche, seminare, controllare che gli uccelli non becchino le semenze, accudire i bambini, preparare da mangiare, cercare la legna, far bollire l'acqua per estrarre il sale ecc. ecc.  sia essere una famiglia, un insieme di cose che ne formano una sola e per la quale tutto ha un senso appunto se la si vive insieme, come se tutto esistesse proprio perchè formato da tutto, legato per far si che continui a vivere, a esistere... Il tempo misurato e visto come lo si vede in occidente, non esiste ma è la giornata stessa a parlarti, il fare una cosa invece di un'altra a secondo se piove o c'è il sole, un po come mangiare se si ha fame, non ci sono date precise o orari scanditi da lancette a far cominciare o finire determinate cose, la luce del giorno ti fa alzare, l'oscurita ti accompagna a letto e tutto diventa un concerto per la vita, ogni nota un suo perchè, agni movimento la propria nota tutto insieme una dolce melodia che non ti lascia indifferente ma ti coinvolge e ti trasporta proprio nel bel mezzo della piazza dove ballare ti viene come respirare e da li inizi a comprendere il vero senso della vita... semplicemente essere vissuta....

 

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