Ogni volta prima di partire, tanti pensieri pieni di domande incontrano il tuo voler sapere, il voler sapere ancor prima che accada, giusto per poter dire si, è giusto che parta, so il perchè; ma poi le risposte sono sempre vaghe e confuse. So che andare in Africa e seguire il container, fare le donazioni del materiale, far sì che i progetti vadano a buon fine è ciò per cui parto, ma benchè tutto questo lo capisco bene, a volte le forze vengono a mancare e così lascio sempre che la realtà porti le sue magie entrandoci dentro: parto !..

Giusto il tempo di fare un passo fuori dal portellone appena aperto dell’aereo, e il caldo con i suoi profumi e odori d’Africa, abbracciandoti già ti ha risposto, già ti senti a casa, ti senti bene, ti senti protetto, ti senti amato da quest’Africa. Da lì, correre non serve più a niente, tutto ciò che è stato prima di uscire da quell’aereo va dimenticato, sarebbe solo di peso e d’intralcio, da questo momento tutto segue il suo battito, il battito delle radici di un’Africa che va da sè, naturale e selvaggia, tutto come se da lì fosse l’inizio. Cammini sotto un sole che ti cuoce, il vento alza la sabbia che ti si infila dappertutto, il peso delle borse comincia a farsi sentire e lì, proprio in quell’istante, ti rendi conto che neanche prendersela per un taxi che non si ferma, per un prezzo triplicato anche cinque volte solo perchè sei bianco, per una qualsiasi cosa che succede in città o per chissà cos’altro, non ne vale proprio la pena e lì capisci che qualcosa gia è cambiato, che tu sei cambiato, ti accorgi che certe cose banali o di riflesso non ti vengono più e solo per un semplice motivo, sai che tutto sarebbe inutile, una specie di energia negativa che nulla cambierebbe se non diminuire la tua forza, la tua magia, il tuo spirito, te. Ricordo spesso quel mio amico che disse ‘’una farfalla a Hong Kong sbatte le ali e a New York comincia a cadere la pioggia’’ le conseguenze delle azioni, questo mi porta a pensare che forse tutto questo è puro allenamento per la mia crescita, posso crescere imparando e accettando oppure ‘’lamentarmi’’ come se stando sotto la pioggia potessi sciegliere di arrabbiarmi perchè mi bagno, oppure vedere la pioggia come una ricchezza per i campi, la terra, la vita stessa. Tutto puo’ essere visto come un bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto, basta volerlo.

Così rialzo le borse, respiro con calma, "mi bevo quel bicchiere mezzo pieno’’ e riprendo il cammino, riprendo il mio fare… Vivo ancora e ancora questa mia magia che con Amore chiamo mamma Africa. Sono arrivato dove presto arriverà anche il container, sono in Casamance, Senegal, Africa. Sono a casa.

Mamma Africa

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