Facebook 1: container arrivato a BANJOUL in Gambia, ora inizia la parte difficile, dogana Gambia per transito fino al confine, controlli per uscire e controlli per entrare in Senegal fino a dogana per tasse sdoganamento e ultima tappa viaggio fino al villaggio per scarico! … vi terremo informati …

Facebook 2: La nave si scarica oggi perché quando è arrivata aveva davanti altri due portacontainer e il porto si è liberato ora … gli imprevisti sono parte del nostro lavoro, a noi risolvere e proseguire verso il nostro obbiettivo, anche a 40 gradi all’ombra! …

Facebook 3: container fuori dal porto ma troppo bello che tutto sia facile ed infatti scoppia una gomma del rimorchio e così, visto che come al solito quella di scorta è un di più, a piedi a cercare un taxi che ci porta da un venditore e poi via dal gommista e poi si tornerà al container e che tutto vada …

Facebook 4: gomma riparata, ripartiti e tutto ok anche alla frontiera usciti dal Gambia e entrati in Senegal perso solo 4 ore. Ora si prosegue verso la dogana a 150 km, dove poi mancheranno solo 80 km al villaggio, speriamo bene, Mamma Africa e anche … Pace Blu …

Facebook 5: ora in dogana per le tasse obbligatorie, un gatto di marmo corre più veloce e servono solo qualche firma e timbro, io ci sono abituato ma a spiegare è impossibile! Mi lamentavo della burocrazia italiana, ma è come un razzo a confronto e per cambiare 40 gradi mi aiutano come una bici senza sella! OSGNA!!

Facebook 6: container arrivato a destinazione … impiantato di brutto con il rimorchio di traverso contro una capanna, sono stato “calmo” fino a quando ho tirato giù dal camion l’autista e ho spiantato il rimorchio e riposizionato per lo scarico. Senza freni e in due per sterzare, da non credere, ma tutto è finito bene …

Ma cominciamo dall’inizio …

Il container doveva arrivare il 3 febbraio al porto poi spostato al 9, poi arrivato il 10 ma si è fermato al largo perché due navi avevano già occupato il porto. … finalmente riusciamo ad avere i nostri documenti e il nostro container sul camion (dovrei chiamarlo rottame ma visto che si muove chiamiamolo camion che è senza freni, senza servosterzo, senza fanali e scoperto dopo anche senza gomma di scorta e chiavi per smontarla), il tutto in un giorno ma si parte … la gioia dura ben poco, scoppia una gomma del rimorchio (di scorta né gomma né chiavi), sono già incazzato ma avrei dovuto controllare io visto che per loro è normale, comunque fermiamo altri camion che ci prestano chi la chiave, chi il cric, chi la forza insomma in 40 per fare il lavoro di uno!!! Metto da parte i Santi e anche gli Arcangeli, si riparte dopo oltre 10 ore per sta gomma ma sorrido, la vita è bella e nel vedermi ridere ridono anche loro; io ne avrei fatto fuori qualcuno ma VA BE’, anche questa è Africa … passano altri due giorni prima che il container arrivi al villaggio, lo facciamo girare per avere il rimorchio già improntato per la manovra e l’autista che fa? Entra di traverso, prende dentro metà cancello (il cancello è niente, da 15 anni chiunque entra con un camion o un rimorchio prende dentro il cancello come se fosse un bonus per l’autista toccarlo e piegarlo) e prima di riuscire gridando, a farlo fermare, è contro le travi di un tetto di paglia di una capanna… forse spaventato ingrana la marcia avanti ma partendo troppo veloce muove il fondo e scava una bella buca, e avanti e indietro e ancora sempre più in fondo. Io vado nel magazzino a SBOLLIRE, mi calmo (mica tanto) e torno fuori, vado diretto dall’autista, prendo a pugni la portiera (si apre solo dall’interno), non vuole scendere, per lui è come un disonore … io me ne sbatto del disonore, devo spiantare il container e scaricare il materiale senza rompere nulla, e così urlo a Cecil e a tutti quelli che ormai avevano visto che nulla cambiava che se vogliamo spiantare sto container devo salire io. A quel punto mega discussione fra tutti ma alla fine lo fanno scendere.

Salgo, retro al minimo per 20/30 cm e poi via avanti ascoltando la presa della motrice nella sabbia, ma essendo partito dolce riesco a tirarlo fuori al primo colpo, mi riposiziono per fare di nuovo la retro ma devo chiamare un muratore ad aiutarmi a sterzare, lui dal finestrino inesistente e io seduto in cabina, e pian piano arrivo al cemento… non ho mai tribolato così per sterzare un mezzo ma almeno per ora una parte è fatta… cominciamo lo scarico…

H 22.00, lo scarico non è dei più facili, quest’anno avevo portato un piccolo muletto a batterie ma a causa del rimorchio più lungo del container, ogni cesta viene scaricata in minimo 3 riprese per far sì che le due forche possano entrare fino in fondo e in sicurezza alzare i cestoni…

H 4.00, scarichiamo l’ultimo bancale, sono distrutto ma è andata, domattina se ne andrà vuoto anche se ancora ho un presentimento… se esce come è entrato si impianterà di nuovo…

H 6.00, sento il camion accendersi e partire, tiro le orecchie e le accelerate che fa non mi piacciono per niente… aspetto sperando… ma quale speranza OSGNA!!! Mi alzo e lo trovo impiantato peggio di ieri anche perché ieri il pesante carico faceva presa sulla motrice, stamattina essendo vuoto fa meno presa e quell’aquila dell’autista dopo aver fatto un bel buco con il traino mette la retro e uscendo veloce si infila con le ruote sterzanti, OSGNAAAAA… ora è impossibile anche per me tirarlo fuori!!!

Chiamo un trattore, preparo corde e il tutto ma l’autista ancora non vuole scendere e così che faccio? Stavolta non mi agito neppure, vado dal trattorista e gli dico, facendogli notare come è ben impiantato, che il camion è senza freni e senza servosterzo e che la corda è corta, a lui il rischio!! Non ci mette due secondi, scende dal trattore e tra le loro discussioni lo fa scendere… salgo io…

Ondeggiando e “ascoltando” la tensione della corda tesa dal trattore troviamo i tempi esatti e via a tutto gas… il camion è fuori, il trattore è salvo, scendo, mando a quel paese l’autista, riprendo la mia corda, chiudo il cancello (non proprio, piegato come era ho dovuto chiamare un fabbro e a martellate raddrizzarlo come ogni anno) e me ne vado a fare colazione e a sbollire…

Raccontare cosa succede e viverlo sulla propria pelle sono due cose che difficilmente riesci a spiegare per bene, tutto quello che Mamma Africa fa è per tutti coloro che grazie al materiale e agli aiuti possono migliorare la propria vita, ma anche per tutti coloro che mettono il loro tempo e il loro impegno per riempire, sistemare e spedire tutto questo materiale..  il mio fare è un grazie a tutti voi. 

Mamma Africa.

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