Nulla mi avrebbe fatto capire cosa stava succedendo, solo dalle urla diverse dal solito sentite un attimo prima… la causa di tutto questo? Loro avevano già capito … ho appena finito di mangiare forse le 14.00 o le 15.00, non so esattamente, qui si mangia quando è pronto; sto dicendo qualcosa, non so cosa, all’improvviso tutti si mettono a correre dicendo parole in jola (loro dialetto)… tutti prendono un secchio e aprono tutti i rubinetti per riempirli, si mettono a correre per strada, altra gente con bottiglie, secchi, recipienti pieni d’acqua, corre  verso il centro del villaggio, una delle donne mi urla “stai qua”… chi non ha acqua non deve andare ad intralciare l’aiuto che tutto il villaggio sta dando, una capanna sta bruciando. Resto a casa preparando altri secchi pieni d’acqua, solo dopo qualche istante uno scoppio potente rompe le urla della gente indaffarata a portare i secchi, qualcuno torna di corsa… è scoppiata la bombola del gas (qui per cucinare oltre alla legna e al carbone si usano delle piccole bombole riempite di gas prodotto con le arachidi) e ora non resta veramente più nulla della capanna …

I genitori erano entrambi a lavorare e un amico di uno dei quattro figli giocando con dei fiammiferi ha incendiato qualcosa vicino al letto… le fiamme poi ci hanno messo un attimo ad arrivare al tetto di paglia bruciando tutto, la bombola poi nell’esplodere ha dato il colpo di grazia …

Il marito, un pescatore che rimane in mare anche per giorni aveva conosciuto la moglie finendo in una delle tante isole abitate da un’etnia che non usa nessuna cosa che non derivi da ciò che madre terra ti dona, anche i vestiti sono ricavati da foglie e paglia, ed è lì che tutto è cominciato…

Ora è qualche anno che vivono in questo villaggio e a fatica con il duro lavoro di entrambi i genitori erano riusciti a costruire una piccola capanna con poche cose essenziali ed ora nell’attimo di un respiro tutto è sparito …

Il capo villaggio (come da suo dovere) li ha fatti alloggiare momentaneamente a casa sua.

Cecile (mamma africa) gli ha subito comprato un sacco di riso, cose di prima necessità ed ha preparato qualche materasso, 5 sacchi di vestiti, scarpe e coperte oltre a qualche pentola e a tutto l’occorrente per la scuola dei 4 figli… sempre però con la presenza del capo villaggio a testimonianza di ciò che si sta facendo…

Ma il punto è l’imprevedibilità di un evento che in un attimo capovolge tutta un’esistenza di tribolazioni… nel cuore dei due genitori la tristezza e la rabbia o rassegnazione darà luogo a guerre impensabili e con quali risultati? Alla fine credo che la rassegnazione sia l’unica cosa che li farà andare avanti e tutto questo perché??? Perché un bambino incosciente ha giocato con il fuoco? Quale colpa può avere? E non posso di certo dire che tutto si fa per niente, una cosa è il minimo per vivere indispensabile per una famiglia ma il mio pensare mi porta a dove sono nato, all’Italia e a tutto quel di più che abbiamo senza neppure avere il tempo di godercelo e rimango con questi due opposti nel cuore: qui quel poco lo si perde, là quel tanto non lo si gode, forse in fondo è comunque un perdere tutto anche per noi, di certo non ci implica il rischio di sopravvivenza ma comunque con il tempo forse troverò altre risposte e lascerò che sia… e ad ognuno il proprio pensare…

Viviamo in un tempo dove per scontato si donano e si ricevono convinzioni? … dove la razionalità a volte ondeggia nei pensieri di chi non vuole entrare in quelle altre? Dove si segue quel flusso, quella società che come un’onda segue il proprio destino non curandosi forse di ciò che tutt’intorno è??? E si perde un immenso fatto di piccole cose che contano più delle grandi senza neanche rendersene conto??? Ascolto, tutto intorno è, e al vento,  lascio che quell’eterno si mescoli a quel tutto che è vita …

Mamma Africa

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